Trattato Fisico sulla Luce - Anonimo XVIII secolo
Trattato fisico sulla LUCE. Fonte del Fuoco Filosofico, Principio di tutte le cose. Opera tanto utile quanto interessante per i nostri giorni. (1790)
Lâopera si presenta in forma anonima e nulla si sa, ad oggi, dellâAutore. Il testo originale è quasi certo sia stato composto in lingua tedesca. I riferimenti germanici sono numerosi, troppi per non ritenere valida questâipotesi. Inoltre il francese con il quale è redatto il trattato è un poâ farraginoso, con una punteggiatura talvolta ânaĂŻfâ, proprio come se si trattasse di una traduzione, forse non impeccabile, di un testo scritto originariamente in altro idioma. Ulteriore e plausibile dato sullâAutore è la radice culturale massonica del medesimo: i riferimenti al ââGrande Architetto dellâUniversoâ non mancano. I fitti richiami a Karl Hubert Lobreich von Plumenoek e alle sue opere alchemiche possono suggerire unâappartenenza allâordine della Gold und Rosenkreutz oppure al Sistema dei Fratelli Asiatici in San Giovanni. Nel testo, qua e lĂ , lascia cadere qualche piccolo dettaglio biografico: sembra che per un certo periodo abbia esercitato la carriera militare (â... ero ufficiale presso la Russiaâ) inoltre, sia i luoghi che i personaggi da lui conosciuti e frequentati appartengono tutti al mondo germanico o comunque allâEuropa Centrale.
Il testo si presenta in due grandi sezioni.
Nella prima lâAutore premette che la âFisicaâ di cui parlerĂ non ha nulla a che fare con la fisica di quella scienza pre-positivista che allora muoveva i primi passi. Si tratta di âFisica Ermeticaâ, talvolta chiamata dallâanonimo estensore, usando un riferi- mento biblico, âla Fisica di Mosèâ. Si dedica soprattutto allâillustrazione delle varie definizioni della Luce (dando risalto soprattutto alle Sacre Scritture), in relazione anche al Sole, al firmamento, alle âacque primordialiâ della Creazione e perfino allâelettricitĂ .
La seconda sezione affronta piĂš direttamente il discorso ermetico-alchemico, soprattutto quando si argomenta del Fuoco Filosofico degli antichi e di come debba essere rettamente inteso. Sono ampie le digressioni su religioni e civiltĂ antiche (sempre in relazione al discorso alchemico), basate ovviamente sulle conoscenze possedute allâepoca.
La parte finale del testo presenta delle caratteristiche piuttosto rare per un trattato del genere, ovvero: unâindagine di tipo naturalistico ed ermetico sul vasto mondo degli animali (e di dove emigri la loro anima dopo la morte), con la percezione tuttavia di chi li amava e li aveva a lungo osservati, rinvenendo in essi sprazzi di comportamenti quasi umani, con tanto di aneddoti davvero curiosi e talvolta commoventi. Segue per terminare una breve indagine sullâimportanza dei sogni, sia in ambito terapeutico che sapienziale e profetico.
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Trattato Fisico sulla Luce - Anonimo XVIII secolo
Trattato Fisico sulla Luce - Anonimo XVIII secolo
Trattato fisico sulla LUCE. Fonte del Fuoco Filosofico, Principio di tutte le cose. Opera tanto utile quanto interessante per i nostri giorni. (1790)
Lâopera si presenta in forma anonima e nulla si sa, ad oggi, dellâAutore. Il testo originale è quasi certo sia stato composto in lingua tedesca. I riferimenti germanici sono numerosi, troppi per non ritenere valida questâipotesi. Inoltre il francese con il quale è redatto il trattato è un poâ farraginoso, con una punteggiatura talvolta ânaĂŻfâ, proprio come se si trattasse di una traduzione, forse non impeccabile, di un testo scritto originariamente in altro idioma. Ulteriore e plausibile dato sullâAutore è la radice culturale massonica del medesimo: i riferimenti al ââGrande Architetto dellâUniversoâ non mancano. I fitti richiami a Karl Hubert Lobreich von Plumenoek e alle sue opere alchemiche possono suggerire unâappartenenza allâordine della Gold und Rosenkreutz oppure al Sistema dei Fratelli Asiatici in San Giovanni. Nel testo, qua e lĂ , lascia cadere qualche piccolo dettaglio biografico: sembra che per un certo periodo abbia esercitato la carriera militare (â... ero ufficiale presso la Russiaâ) inoltre, sia i luoghi che i personaggi da lui conosciuti e frequentati appartengono tutti al mondo germanico o comunque allâEuropa Centrale.
Il testo si presenta in due grandi sezioni.
Nella prima lâAutore premette che la âFisicaâ di cui parlerĂ non ha nulla a che fare con la fisica di quella scienza pre-positivista che allora muoveva i primi passi. Si tratta di âFisica Ermeticaâ, talvolta chiamata dallâanonimo estensore, usando un riferi- mento biblico, âla Fisica di Mosèâ. Si dedica soprattutto allâillustrazione delle varie definizioni della Luce (dando risalto soprattutto alle Sacre Scritture), in relazione anche al Sole, al firmamento, alle âacque primordialiâ della Creazione e perfino allâelettricitĂ .
La seconda sezione affronta piĂš direttamente il discorso ermetico-alchemico, soprattutto quando si argomenta del Fuoco Filosofico degli antichi e di come debba essere rettamente inteso. Sono ampie le digressioni su religioni e civiltĂ antiche (sempre in relazione al discorso alchemico), basate ovviamente sulle conoscenze possedute allâepoca.
La parte finale del testo presenta delle caratteristiche piuttosto rare per un trattato del genere, ovvero: unâindagine di tipo naturalistico ed ermetico sul vasto mondo degli animali (e di dove emigri la loro anima dopo la morte), con la percezione tuttavia di chi li amava e li aveva a lungo osservati, rinvenendo in essi sprazzi di comportamenti quasi umani, con tanto di aneddoti davvero curiosi e talvolta commoventi. Segue per terminare una breve indagine sullâimportanza dei sogni, sia in ambito terapeutico che sapienziale e profetico.
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Trattato fisico sulla LUCE. Fonte del Fuoco Filosofico, Principio di tutte le cose. Opera tanto utile quanto interessante per i nostri giorni. (1790)
Lâopera si presenta in forma anonima e nulla si sa, ad oggi, dellâAutore. Il testo originale è quasi certo sia stato composto in lingua tedesca. I riferimenti germanici sono numerosi, troppi per non ritenere valida questâipotesi. Inoltre il francese con il quale è redatto il trattato è un poâ farraginoso, con una punteggiatura talvolta ânaĂŻfâ, proprio come se si trattasse di una traduzione, forse non impeccabile, di un testo scritto originariamente in altro idioma. Ulteriore e plausibile dato sullâAutore è la radice culturale massonica del medesimo: i riferimenti al ââGrande Architetto dellâUniversoâ non mancano. I fitti richiami a Karl Hubert Lobreich von Plumenoek e alle sue opere alchemiche possono suggerire unâappartenenza allâordine della Gold und Rosenkreutz oppure al Sistema dei Fratelli Asiatici in San Giovanni. Nel testo, qua e lĂ , lascia cadere qualche piccolo dettaglio biografico: sembra che per un certo periodo abbia esercitato la carriera militare (â... ero ufficiale presso la Russiaâ) inoltre, sia i luoghi che i personaggi da lui conosciuti e frequentati appartengono tutti al mondo germanico o comunque allâEuropa Centrale.
Il testo si presenta in due grandi sezioni.
Nella prima lâAutore premette che la âFisicaâ di cui parlerĂ non ha nulla a che fare con la fisica di quella scienza pre-positivista che allora muoveva i primi passi. Si tratta di âFisica Ermeticaâ, talvolta chiamata dallâanonimo estensore, usando un riferi- mento biblico, âla Fisica di Mosèâ. Si dedica soprattutto allâillustrazione delle varie definizioni della Luce (dando risalto soprattutto alle Sacre Scritture), in relazione anche al Sole, al firmamento, alle âacque primordialiâ della Creazione e perfino allâelettricitĂ .
La seconda sezione affronta piĂš direttamente il discorso ermetico-alchemico, soprattutto quando si argomenta del Fuoco Filosofico degli antichi e di come debba essere rettamente inteso. Sono ampie le digressioni su religioni e civiltĂ antiche (sempre in relazione al discorso alchemico), basate ovviamente sulle conoscenze possedute allâepoca.
La parte finale del testo presenta delle caratteristiche piuttosto rare per un trattato del genere, ovvero: unâindagine di tipo naturalistico ed ermetico sul vasto mondo degli animali (e di dove emigri la loro anima dopo la morte), con la percezione tuttavia di chi li amava e li aveva a lungo osservati, rinvenendo in essi sprazzi di comportamenti quasi umani, con tanto di aneddoti davvero curiosi e talvolta commoventi. Segue per terminare una breve indagine sullâimportanza dei sogni, sia in ambito terapeutico che sapienziale e profetico.











