Le visite della Regina di Saba - Miguel Serrano
Dalla prefazione di Jung:
"Ecco un libro straordinario. E' come un sogno dentro altri sogni. Altamente poetico, direi, e il meno somigliante ai prodotti spontanei dell'inconscio nei quali mi imbatto abitualmente, sebbene note figure archetipiche siano chiaramente discernibili".
Questo libro, scritto oltre quaranta anni fa da Miguel Serrano, appartiene al genere rarissimo di opere dotate di vita propria, il cui contenuto - mirabile sintesi di poesia e sapienza, altezza spirituale e profondità di radici - proveniente da remote ed insondabili dimensioni dello spazio e del tempo, giunge, attraverso percorsi misteriosi, ad eleggere ed ispirare l'Autore e, persino, a scegliere i lettori.
La Regina di Saba, come la Bella Addormentata, è parsa dormire molto a lungo dalla sua nascita letteraria, ma, in realtà, era sveglia, è sempre stata sveglia ad attenderci nel fondo del nostro cuore, invocandoci, con il suo linguaggio, per noi misterioso ed incomprensibile, del silenzio. Ora, nel periodo finale del Kaliyuga, è Ella stessa a muoversi incontro ai Principi addormentati per svegliarli con il suo bacio d'Amore.
Il libro riguarda le nozze mistiche, lo sposalizio di animus ed anima, esordendo con le illuminanti parole "La Grande Madre sorse al mattino, mirandosi in uno specchio". È lo specchio della nostra anima, che riflette il nostro vero volto, lo straordinario tesoro finale nascosto in quest'opera, già generosamente dispensatrice di preziosi doni di sapienza e poesia, in grado di realizzare la trasmutazione alchemica del vile piombo in oro. Si deve, pertanto, leggere con l'intelligenza del cuore e con il religioso stupore di chi contempli l'eterne cime innevate dell'Himalaya "per le quali pare sempre che qualcuno vada scalzo", come scrive l'Autore. Se ci si abbandona al fascino magico della sua poesia, la Regina di Saba ci guiderà fino nei più profondi abissi della nostra anima, attraverso un itinerario alchemico, alla scoperta di noi stessi: visita interiora terrae, rectificando invenies occultum lapidem, veram medicinam.
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Le visite della Regina di Saba - Miguel Serrano
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Dalla prefazione di Jung:
"Ecco un libro straordinario. E' come un sogno dentro altri sogni. Altamente poetico, direi, e il meno somigliante ai prodotti spontanei dell'inconscio nei quali mi imbatto abitualmente, sebbene note figure archetipiche siano chiaramente discernibili".
Questo libro, scritto oltre quaranta anni fa da Miguel Serrano, appartiene al genere rarissimo di opere dotate di vita propria, il cui contenuto - mirabile sintesi di poesia e sapienza, altezza spirituale e profondità di radici - proveniente da remote ed insondabili dimensioni dello spazio e del tempo, giunge, attraverso percorsi misteriosi, ad eleggere ed ispirare l'Autore e, persino, a scegliere i lettori.
La Regina di Saba, come la Bella Addormentata, è parsa dormire molto a lungo dalla sua nascita letteraria, ma, in realtà, era sveglia, è sempre stata sveglia ad attenderci nel fondo del nostro cuore, invocandoci, con il suo linguaggio, per noi misterioso ed incomprensibile, del silenzio. Ora, nel periodo finale del Kaliyuga, è Ella stessa a muoversi incontro ai Principi addormentati per svegliarli con il suo bacio d'Amore.
Il libro riguarda le nozze mistiche, lo sposalizio di animus ed anima, esordendo con le illuminanti parole "La Grande Madre sorse al mattino, mirandosi in uno specchio". È lo specchio della nostra anima, che riflette il nostro vero volto, lo straordinario tesoro finale nascosto in quest'opera, già generosamente dispensatrice di preziosi doni di sapienza e poesia, in grado di realizzare la trasmutazione alchemica del vile piombo in oro. Si deve, pertanto, leggere con l'intelligenza del cuore e con il religioso stupore di chi contempli l'eterne cime innevate dell'Himalaya "per le quali pare sempre che qualcuno vada scalzo", come scrive l'Autore. Se ci si abbandona al fascino magico della sua poesia, la Regina di Saba ci guiderà fino nei più profondi abissi della nostra anima, attraverso un itinerario alchemico, alla scoperta di noi stessi: visita interiora terrae, rectificando invenies occultum lapidem, veram medicinam.
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"Ecco un libro straordinario. E' come un sogno dentro altri sogni. Altamente poetico, direi, e il meno somigliante ai prodotti spontanei dell'inconscio nei quali mi imbatto abitualmente, sebbene note figure archetipiche siano chiaramente discernibili".
Questo libro, scritto oltre quaranta anni fa da Miguel Serrano, appartiene al genere rarissimo di opere dotate di vita propria, il cui contenuto - mirabile sintesi di poesia e sapienza, altezza spirituale e profondità di radici - proveniente da remote ed insondabili dimensioni dello spazio e del tempo, giunge, attraverso percorsi misteriosi, ad eleggere ed ispirare l'Autore e, persino, a scegliere i lettori.
La Regina di Saba, come la Bella Addormentata, è parsa dormire molto a lungo dalla sua nascita letteraria, ma, in realtà, era sveglia, è sempre stata sveglia ad attenderci nel fondo del nostro cuore, invocandoci, con il suo linguaggio, per noi misterioso ed incomprensibile, del silenzio. Ora, nel periodo finale del Kaliyuga, è Ella stessa a muoversi incontro ai Principi addormentati per svegliarli con il suo bacio d'Amore.
Il libro riguarda le nozze mistiche, lo sposalizio di animus ed anima, esordendo con le illuminanti parole "La Grande Madre sorse al mattino, mirandosi in uno specchio". È lo specchio della nostra anima, che riflette il nostro vero volto, lo straordinario tesoro finale nascosto in quest'opera, già generosamente dispensatrice di preziosi doni di sapienza e poesia, in grado di realizzare la trasmutazione alchemica del vile piombo in oro. Si deve, pertanto, leggere con l'intelligenza del cuore e con il religioso stupore di chi contempli l'eterne cime innevate dell'Himalaya "per le quali pare sempre che qualcuno vada scalzo", come scrive l'Autore. Se ci si abbandona al fascino magico della sua poesia, la Regina di Saba ci guiderà fino nei più profondi abissi della nostra anima, attraverso un itinerario alchemico, alla scoperta di noi stessi: visita interiora terrae, rectificando invenies occultum lapidem, veram medicinam.











