La Leggenda di Iside e Osiride - a cura di Dennis James Teackle
Ucciso dal giavellotto dell’invidioso Tifone, poi decapitato e smembrato in quattordici pezzi, Osiride viene disperso dal suo rivale nei sette bracci del Nilo. Iside, percorrendo il paese alla sua ricerca, si lamenta tanto da impietosire il fiume e i pesci, che allora restituiscono i frammenti del dio, tranne la testa. Questa, trasportata dalla corrente e sospinta in alto mare dai venti, approda infine a Biblo la Santa, presso un salice piangente che aveva aperto i suoi fianchi per accoglierla, cingendola con la sua verde chioma addolorata. Iside, edotta da un segno divino, attraversa il mare e giunge in Fenicia. Ma dappertutto lungo la costa si lamentano i salici; come riconoscere quello che ha dato asilo alla testa adorata? Da uno di essi si slancia una rondine emettendo grida strazianti e circuendo l’albero nel suo volo desolato. Così Iside, avvicinatasi all’albero fatale, folle di triste felicità , ritrova la testa dello sposo. Ritornata in Egitto essa bagna la salma mutilata delle sue lagrime, balsamiche come la gomma d’Arabia, e vede ricomporsi i quattordici pezzi di carne con la testa; e sotto i suoi baci appassionati essa sente rianimarsi il morto, lo sente vibrare, raddrizzarsi, resuscitare tra le sue braccia. Poi Osiride spina definitivamente, e discende a governare il regno dei morti; mentre Iside, dea dell’Amore, il figlio Oro nelle braccia, vive e irradia eterna sulla Terra.
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La Leggenda di Iside e Osiride - a cura di Dennis James Teackle
La Leggenda di Iside e Osiride - a cura di Dennis James Teackle
Ucciso dal giavellotto dell’invidioso Tifone, poi decapitato e smembrato in quattordici pezzi, Osiride viene disperso dal suo rivale nei sette bracci del Nilo. Iside, percorrendo il paese alla sua ricerca, si lamenta tanto da impietosire il fiume e i pesci, che allora restituiscono i frammenti del dio, tranne la testa. Questa, trasportata dalla corrente e sospinta in alto mare dai venti, approda infine a Biblo la Santa, presso un salice piangente che aveva aperto i suoi fianchi per accoglierla, cingendola con la sua verde chioma addolorata. Iside, edotta da un segno divino, attraversa il mare e giunge in Fenicia. Ma dappertutto lungo la costa si lamentano i salici; come riconoscere quello che ha dato asilo alla testa adorata? Da uno di essi si slancia una rondine emettendo grida strazianti e circuendo l’albero nel suo volo desolato. Così Iside, avvicinatasi all’albero fatale, folle di triste felicità , ritrova la testa dello sposo. Ritornata in Egitto essa bagna la salma mutilata delle sue lagrime, balsamiche come la gomma d’Arabia, e vede ricomporsi i quattordici pezzi di carne con la testa; e sotto i suoi baci appassionati essa sente rianimarsi il morto, lo sente vibrare, raddrizzarsi, resuscitare tra le sue braccia. Poi Osiride spina definitivamente, e discende a governare il regno dei morti; mentre Iside, dea dell’Amore, il figlio Oro nelle braccia, vive e irradia eterna sulla Terra.
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Ucciso dal giavellotto dell’invidioso Tifone, poi decapitato e smembrato in quattordici pezzi, Osiride viene disperso dal suo rivale nei sette bracci del Nilo. Iside, percorrendo il paese alla sua ricerca, si lamenta tanto da impietosire il fiume e i pesci, che allora restituiscono i frammenti del dio, tranne la testa. Questa, trasportata dalla corrente e sospinta in alto mare dai venti, approda infine a Biblo la Santa, presso un salice piangente che aveva aperto i suoi fianchi per accoglierla, cingendola con la sua verde chioma addolorata. Iside, edotta da un segno divino, attraversa il mare e giunge in Fenicia. Ma dappertutto lungo la costa si lamentano i salici; come riconoscere quello che ha dato asilo alla testa adorata? Da uno di essi si slancia una rondine emettendo grida strazianti e circuendo l’albero nel suo volo desolato. Così Iside, avvicinatasi all’albero fatale, folle di triste felicità , ritrova la testa dello sposo. Ritornata in Egitto essa bagna la salma mutilata delle sue lagrime, balsamiche come la gomma d’Arabia, e vede ricomporsi i quattordici pezzi di carne con la testa; e sotto i suoi baci appassionati essa sente rianimarsi il morto, lo sente vibrare, raddrizzarsi, resuscitare tra le sue braccia. Poi Osiride spina definitivamente, e discende a governare il regno dei morti; mentre Iside, dea dell’Amore, il figlio Oro nelle braccia, vive e irradia eterna sulla Terra.











