La Grande Opera. Le Grand Œuvre - M. Coutan
Nicolas Charles Coutan – La Grande Opera svelata in favore dei Figli della Luce, tradotta dal Caldaico da M. Coutan (1775)
"Ripensandoci, mi diverte immaginare che sia stata l'Opera stessa di Nicolas Charles Coutan - o il testo tradotto dal Caldaico nel 1775 dall'omonimo M. Coutan (Monsieur Coutan?) - a richiamare la mia attenzione per essere riportata alla luce, così come accade con un tesoro nascosto in ogni dove che, dopo oltre due secoli, si sia finalmente stancato di attendere la lucidità delle persone per essere trovato."
(Sabato Cerchia)
«Stamattina ho avuto la visita di un alchimista, che, avendo inteso dire che io non credevo alla grande opera, era appositamente venuto per convincermene.
– Andiamo! Signore – mi dice con stupore – credete dunque che la trasmutazione dei metalli in oro sia dunque impossibile?
– Si! – gli rispondo bruscamente per sbarazzarmi della sua visita, – e penso inoltre che tutti coloro che lavorano all’alchimia siano dei gonzi o bricconi.
– Credevo – replicò egli con dolcezza – di non avere che i nostri misteri da svelarvi, ma vedo che bisogna prima che cominci col discolpare me e i miei confratelli dall’idea sfavorevole che vi siete fatta di noi...»
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La Grande Opera. Le Grand Œuvre - M. Coutan
La Grande Opera. Le Grand Œuvre - M. Coutan
Nicolas Charles Coutan – La Grande Opera svelata in favore dei Figli della Luce, tradotta dal Caldaico da M. Coutan (1775)
"Ripensandoci, mi diverte immaginare che sia stata l'Opera stessa di Nicolas Charles Coutan - o il testo tradotto dal Caldaico nel 1775 dall'omonimo M. Coutan (Monsieur Coutan?) - a richiamare la mia attenzione per essere riportata alla luce, così come accade con un tesoro nascosto in ogni dove che, dopo oltre due secoli, si sia finalmente stancato di attendere la lucidità delle persone per essere trovato."
(Sabato Cerchia)
«Stamattina ho avuto la visita di un alchimista, che, avendo inteso dire che io non credevo alla grande opera, era appositamente venuto per convincermene.
– Andiamo! Signore – mi dice con stupore – credete dunque che la trasmutazione dei metalli in oro sia dunque impossibile?
– Si! – gli rispondo bruscamente per sbarazzarmi della sua visita, – e penso inoltre che tutti coloro che lavorano all’alchimia siano dei gonzi o bricconi.
– Credevo – replicò egli con dolcezza – di non avere che i nostri misteri da svelarvi, ma vedo che bisogna prima che cominci col discolpare me e i miei confratelli dall’idea sfavorevole che vi siete fatta di noi...»
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Nicolas Charles Coutan – La Grande Opera svelata in favore dei Figli della Luce, tradotta dal Caldaico da M. Coutan (1775)
"Ripensandoci, mi diverte immaginare che sia stata l'Opera stessa di Nicolas Charles Coutan - o il testo tradotto dal Caldaico nel 1775 dall'omonimo M. Coutan (Monsieur Coutan?) - a richiamare la mia attenzione per essere riportata alla luce, così come accade con un tesoro nascosto in ogni dove che, dopo oltre due secoli, si sia finalmente stancato di attendere la lucidità delle persone per essere trovato."
(Sabato Cerchia)
«Stamattina ho avuto la visita di un alchimista, che, avendo inteso dire che io non credevo alla grande opera, era appositamente venuto per convincermene.
– Andiamo! Signore – mi dice con stupore – credete dunque che la trasmutazione dei metalli in oro sia dunque impossibile?
– Si! – gli rispondo bruscamente per sbarazzarmi della sua visita, – e penso inoltre che tutti coloro che lavorano all’alchimia siano dei gonzi o bricconi.
– Credevo – replicò egli con dolcezza – di non avere che i nostri misteri da svelarvi, ma vedo che bisogna prima che cominci col discolpare me e i miei confratelli dall’idea sfavorevole che vi siete fatta di noi...»











