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Il Re e il Cadavere - Heinrich Zimmer

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Il Re e il Cadavere - Heinrich Zimmer

Il Re e il Cadavere - Heinrich Zimmer

La vittoria dell'anima sul male

Heinrich Zimmer era un grande studioso dell’India, ma in questo libro – forse il suo più affascinante – ha voluto presentarsi come «dilettante fra i simboli». Dilettante significa qui colui che trova un inesauribile diletto nelle immagini, nelle storie che, rampollando di civiltà in civiltà, accompagnano la nostra memoria e, intrecciandosi le une con le altre, finiscono per avvolgerci in una rete che non ci è meno vicina della rete dei nostri nervi. Nodi di quella rete sono i simboli, e questo libro è dedicato appunto a «coloro che si dilettano di simboli, amano conversare con essi e amano vivere tenendoli continuamente presenti». Ai simboli si applica la sentenza delle Upanisad: «L’abbondanza si attinge dall’abbondanza, eppure l’abbondanza rimane». La loro ricchezza non viene intaccata dall’usura del tempo, e nessuna interpretazione riesce a sequestrarla. La loro muta presenza è un continuo invito ad affrontare il «compito interminabile di sondare le acque tenebrose del significato»: di quelle acque Zimmer è un mirabile traghettatore.

Così per questo libro ha inventato una forma peculiare e felice, che è insieme racconto e riflessione, in equilibrio fra una limpida arte narrativa, che ricorda Hofmannsthal, e una sapienza psicologica che accenna a Jung: un delicato, esaltante processo di riappropriazione delle immagini, perché tornino a circolare nelle nostre vene.

$34.03
Il Re e il Cadavere - Heinrich Zimmer
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La vittoria dell'anima sul male

Heinrich Zimmer era un grande studioso dell’India, ma in questo libro – forse il suo più affascinante – ha voluto presentarsi come «dilettante fra i simboli». Dilettante significa qui colui che trova un inesauribile diletto nelle immagini, nelle storie che, rampollando di civiltà in civiltà, accompagnano la nostra memoria e, intrecciandosi le une con le altre, finiscono per avvolgerci in una rete che non ci è meno vicina della rete dei nostri nervi. Nodi di quella rete sono i simboli, e questo libro è dedicato appunto a «coloro che si dilettano di simboli, amano conversare con essi e amano vivere tenendoli continuamente presenti». Ai simboli si applica la sentenza delle Upanisad: «L’abbondanza si attinge dall’abbondanza, eppure l’abbondanza rimane». La loro ricchezza non viene intaccata dall’usura del tempo, e nessuna interpretazione riesce a sequestrarla. La loro muta presenza è un continuo invito ad affrontare il «compito interminabile di sondare le acque tenebrose del significato»: di quelle acque Zimmer è un mirabile traghettatore.

Così per questo libro ha inventato una forma peculiare e felice, che è insieme racconto e riflessione, in equilibrio fra una limpida arte narrativa, che ricorda Hofmannsthal, e una sapienza psicologica che accenna a Jung: un delicato, esaltante processo di riappropriazione delle immagini, perché tornino a circolare nelle nostre vene.