I Movimenti Magici di Corpo, Respiro e Mente nello Yoga Tibetano - Alejandro Chaoul
Che in Tibet esista una forma di yoga autoctono puĂČ sorprendere persino chi conosca il bön e il buddhismo tibetani, giacchĂ© gli insegnamenti giunti dal Tibet in Occidente, anche in tempi piuttosto recenti, si concentrano per lo piĂč sulle pratiche di addestramento mentale, come la concentrazione e la visualizzazione. Dal punto di vista tibetano, quella del movimento magico Ăš una tecnica per potenziare la meditazione rimuovendo gli ostacoli mentali e fisici, ma al lettore occidentale non deve sfuggire che nelle discipline asiatiche la âmagiaâ non ha molto a che fare con incantesimi e sortilegi, riguarda piuttosto gli stati interiori di trasformazione. Il movimento magico crea una trasformazione interiore e ha il potere di modificare lâesperienza del praticante e il suo stato mentale. Questo libro presenta il lignaggio del movimento magico descritto nel trattato bön dzogchen Trasmissione aurale dello Zhang Zhung, e in particolare nella âQuintessenza delle istruzioni oraliâ, redatta intorno allâXI o XII secolo, che insieme alla Trasmissione esperienziale di Drugyalwa Yungdrung e al Commentario dellâinizio del XX secolo di Shardza Tashi Gyaltsen (la cui traduzione Ăš riportata in Appendice), costituisce la fonte principale degli insegnamenti per gli odierni praticanti bön, laici e monaci. Uno degli elementi che contraddistingue lo yoga tibetano Ăš la funzione del respiro durante i movimenti; corpo e respiro non sono infatti il mero sostegno a una pratica incentrata sulla mente: ne sono lâoggetto principale; il praticante trattiene il respiro mentre muove il corpo, e lo rilascia solo alla fine del movimento, aprendo la possibilitĂ di riconnettersi con il proprio stato mentale naturale. Solo da poco il movimento magico Ăš praticato in Occidente, e Alejandro Chaoul, che lo ha studiato a fondo per oltre trentâanni, guida il lettore alla scoperta dei suoi segreti, illustrandone in dettaglio le pratiche e i benefici. Da ricercatore ha infatti condotto, in collaborazione con lâIstituto MD Anderson del Texas, diversi studi sugli effetti della pratica di questi movimenti in pazienti oncologici, che hanno messo in luce risultati promettenti, come la riduzione dello stress, lâeliminazione dei pensieri invasivi e una migliore qualitĂ del sonno. Introduzione di Tenzin Wangyal Rinpoche.
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I Movimenti Magici di Corpo, Respiro e Mente nello Yoga Tibetano - Alejandro Chaoul
Che in Tibet esista una forma di yoga autoctono puĂČ sorprendere persino chi conosca il bön e il buddhismo tibetani, giacchĂ© gli insegnamenti giunti dal Tibet in Occidente, anche in tempi piuttosto recenti, si concentrano per lo piĂč sulle pratiche di addestramento mentale, come la concentrazione e la visualizzazione. Dal punto di vista tibetano, quella del movimento magico Ăš una tecnica per potenziare la meditazione rimuovendo gli ostacoli mentali e fisici, ma al lettore occidentale non deve sfuggire che nelle discipline asiatiche la âmagiaâ non ha molto a che fare con incantesimi e sortilegi, riguarda piuttosto gli stati interiori di trasformazione. Il movimento magico crea una trasformazione interiore e ha il potere di modificare lâesperienza del praticante e il suo stato mentale. Questo libro presenta il lignaggio del movimento magico descritto nel trattato bön dzogchen Trasmissione aurale dello Zhang Zhung, e in particolare nella âQuintessenza delle istruzioni oraliâ, redatta intorno allâXI o XII secolo, che insieme alla Trasmissione esperienziale di Drugyalwa Yungdrung e al Commentario dellâinizio del XX secolo di Shardza Tashi Gyaltsen (la cui traduzione Ăš riportata in Appendice), costituisce la fonte principale degli insegnamenti per gli odierni praticanti bön, laici e monaci. Uno degli elementi che contraddistingue lo yoga tibetano Ăš la funzione del respiro durante i movimenti; corpo e respiro non sono infatti il mero sostegno a una pratica incentrata sulla mente: ne sono lâoggetto principale; il praticante trattiene il respiro mentre muove il corpo, e lo rilascia solo alla fine del movimento, aprendo la possibilitĂ di riconnettersi con il proprio stato mentale naturale. Solo da poco il movimento magico Ăš praticato in Occidente, e Alejandro Chaoul, che lo ha studiato a fondo per oltre trentâanni, guida il lettore alla scoperta dei suoi segreti, illustrandone in dettaglio le pratiche e i benefici. Da ricercatore ha infatti condotto, in collaborazione con lâIstituto MD Anderson del Texas, diversi studi sugli effetti della pratica di questi movimenti in pazienti oncologici, che hanno messo in luce risultati promettenti, come la riduzione dello stress, lâeliminazione dei pensieri invasivi e una migliore qualitĂ del sonno. Introduzione di Tenzin Wangyal Rinpoche.
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Che in Tibet esista una forma di yoga autoctono puĂČ sorprendere persino chi conosca il bön e il buddhismo tibetani, giacchĂ© gli insegnamenti giunti dal Tibet in Occidente, anche in tempi piuttosto recenti, si concentrano per lo piĂč sulle pratiche di addestramento mentale, come la concentrazione e la visualizzazione. Dal punto di vista tibetano, quella del movimento magico Ăš una tecnica per potenziare la meditazione rimuovendo gli ostacoli mentali e fisici, ma al lettore occidentale non deve sfuggire che nelle discipline asiatiche la âmagiaâ non ha molto a che fare con incantesimi e sortilegi, riguarda piuttosto gli stati interiori di trasformazione. Il movimento magico crea una trasformazione interiore e ha il potere di modificare lâesperienza del praticante e il suo stato mentale. Questo libro presenta il lignaggio del movimento magico descritto nel trattato bön dzogchen Trasmissione aurale dello Zhang Zhung, e in particolare nella âQuintessenza delle istruzioni oraliâ, redatta intorno allâXI o XII secolo, che insieme alla Trasmissione esperienziale di Drugyalwa Yungdrung e al Commentario dellâinizio del XX secolo di Shardza Tashi Gyaltsen (la cui traduzione Ăš riportata in Appendice), costituisce la fonte principale degli insegnamenti per gli odierni praticanti bön, laici e monaci. Uno degli elementi che contraddistingue lo yoga tibetano Ăš la funzione del respiro durante i movimenti; corpo e respiro non sono infatti il mero sostegno a una pratica incentrata sulla mente: ne sono lâoggetto principale; il praticante trattiene il respiro mentre muove il corpo, e lo rilascia solo alla fine del movimento, aprendo la possibilitĂ di riconnettersi con il proprio stato mentale naturale. Solo da poco il movimento magico Ăš praticato in Occidente, e Alejandro Chaoul, che lo ha studiato a fondo per oltre trentâanni, guida il lettore alla scoperta dei suoi segreti, illustrandone in dettaglio le pratiche e i benefici. Da ricercatore ha infatti condotto, in collaborazione con lâIstituto MD Anderson del Texas, diversi studi sugli effetti della pratica di questi movimenti in pazienti oncologici, che hanno messo in luce risultati promettenti, come la riduzione dello stress, lâeliminazione dei pensieri invasivi e una migliore qualitĂ del sonno. Introduzione di Tenzin Wangyal Rinpoche.











