Gli Angeli Maestri - Igor Sibaldi
Ma quelli che la religione chiama "i cieli" sono anche, spiega Sibaldi, livelli di evoluzione della nostra psiche, e non basta contemplarli: occorre raggiungerli, sperimentarli.
Antichi teologi ne avevano parlato, con coraggio, spiegando che gli Angeli sono immagini delle straordinarie trasformazioni interiori a cui conduce la scoperta di questa crescita. In pratica, si può essere Angeli.
Tutto ciò che si sa degli Angeli è basato, ancor oggi, sulle sfere (sefirot) dell'Albero della Vita. L'autore lo interpreta in una chiave totalmente nuova, non religiosa, ma psicologica: come una mappa del Superconscio.
Le schiere angeliche - afferma Igor Sibaldi - sono funzioni superiori della psiche, e l'Albero della Vita dà le istruzioni per attivarle e usarle creativamente nel mondo quotidiano.
In questa sua opera Sibaldi ricostruisce la genesi di questa idea, analizza le istruzioni cifrate nell'Albero della Vita, traccia i percorsi celesti (vicini a quelli del Paradiso di Dante) e ne mostra, passo dopo passo, l'importanza psicologica.
L'immaginazione diventa ben presto l'unica guida, in questo cammino: la razionalità non basta, non bastano nemmeno le verità religiose, secondo le quali la mente umana non è in grado di conoscere i mondi divini e l'eternità. Ne eravamo capaci, invece, attorno al I secolo d.C., quando qualcuno osò costruire l'Albero della Vita. E niente impedisce di imparare di nuovo questa via.
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Gli Angeli Maestri - Igor Sibaldi
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Ma quelli che la religione chiama "i cieli" sono anche, spiega Sibaldi, livelli di evoluzione della nostra psiche, e non basta contemplarli: occorre raggiungerli, sperimentarli.
Antichi teologi ne avevano parlato, con coraggio, spiegando che gli Angeli sono immagini delle straordinarie trasformazioni interiori a cui conduce la scoperta di questa crescita. In pratica, si può essere Angeli.
Tutto ciò che si sa degli Angeli è basato, ancor oggi, sulle sfere (sefirot) dell'Albero della Vita. L'autore lo interpreta in una chiave totalmente nuova, non religiosa, ma psicologica: come una mappa del Superconscio.
Le schiere angeliche - afferma Igor Sibaldi - sono funzioni superiori della psiche, e l'Albero della Vita dà le istruzioni per attivarle e usarle creativamente nel mondo quotidiano.
In questa sua opera Sibaldi ricostruisce la genesi di questa idea, analizza le istruzioni cifrate nell'Albero della Vita, traccia i percorsi celesti (vicini a quelli del Paradiso di Dante) e ne mostra, passo dopo passo, l'importanza psicologica.
L'immaginazione diventa ben presto l'unica guida, in questo cammino: la razionalità non basta, non bastano nemmeno le verità religiose, secondo le quali la mente umana non è in grado di conoscere i mondi divini e l'eternità. Ne eravamo capaci, invece, attorno al I secolo d.C., quando qualcuno osò costruire l'Albero della Vita. E niente impedisce di imparare di nuovo questa via.
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Ma quelli che la religione chiama "i cieli" sono anche, spiega Sibaldi, livelli di evoluzione della nostra psiche, e non basta contemplarli: occorre raggiungerli, sperimentarli.
Antichi teologi ne avevano parlato, con coraggio, spiegando che gli Angeli sono immagini delle straordinarie trasformazioni interiori a cui conduce la scoperta di questa crescita. In pratica, si può essere Angeli.
Tutto ciò che si sa degli Angeli è basato, ancor oggi, sulle sfere (sefirot) dell'Albero della Vita. L'autore lo interpreta in una chiave totalmente nuova, non religiosa, ma psicologica: come una mappa del Superconscio.
Le schiere angeliche - afferma Igor Sibaldi - sono funzioni superiori della psiche, e l'Albero della Vita dà le istruzioni per attivarle e usarle creativamente nel mondo quotidiano.
In questa sua opera Sibaldi ricostruisce la genesi di questa idea, analizza le istruzioni cifrate nell'Albero della Vita, traccia i percorsi celesti (vicini a quelli del Paradiso di Dante) e ne mostra, passo dopo passo, l'importanza psicologica.
L'immaginazione diventa ben presto l'unica guida, in questo cammino: la razionalità non basta, non bastano nemmeno le verità religiose, secondo le quali la mente umana non è in grado di conoscere i mondi divini e l'eternità. Ne eravamo capaci, invece, attorno al I secolo d.C., quando qualcuno osò costruire l'Albero della Vita. E niente impedisce di imparare di nuovo questa via.











