Alcune parole dal profondo dell'essere. Sulla perfettibilità del genere umano - Karl von Eckartshausen
In due racconti, Eckartshausen descrive le tre tappe che conducono il cercatore spirituale dall'esteriore alla parte più intima del suo essere, dove troverà il santuario segreto del suo incontro con lo Spirito. "Non sapete che siete il tempio di Dio?" domanda Paolo. Da molto tempo, però, gli uomini hanno perduto la chiave che ne apriva la porta e la fiducia che hanno nella propria forza e nel proprio sapere, ne ha cancellato il ricordo. Nel primo scritto l'autore non si limita a descrivere molto efficacemente le tante debolezze che rendono l'uomo infelice, ma indica anche le possibilità per superarle; nel secondo scritto, l'autore indirizza "alcune parole di consolazione a coloro che attendono".
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Alcune parole dal profondo dell'essere. Sulla perfettibilità del genere umano - Karl von Eckartshausen
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In due racconti, Eckartshausen descrive le tre tappe che conducono il cercatore spirituale dall'esteriore alla parte più intima del suo essere, dove troverà il santuario segreto del suo incontro con lo Spirito. "Non sapete che siete il tempio di Dio?" domanda Paolo. Da molto tempo, però, gli uomini hanno perduto la chiave che ne apriva la porta e la fiducia che hanno nella propria forza e nel proprio sapere, ne ha cancellato il ricordo. Nel primo scritto l'autore non si limita a descrivere molto efficacemente le tante debolezze che rendono l'uomo infelice, ma indica anche le possibilità per superarle; nel secondo scritto, l'autore indirizza "alcune parole di consolazione a coloro che attendono".
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In due racconti, Eckartshausen descrive le tre tappe che conducono il cercatore spirituale dall'esteriore alla parte più intima del suo essere, dove troverà il santuario segreto del suo incontro con lo Spirito. "Non sapete che siete il tempio di Dio?" domanda Paolo. Da molto tempo, però, gli uomini hanno perduto la chiave che ne apriva la porta e la fiducia che hanno nella propria forza e nel proprio sapere, ne ha cancellato il ricordo. Nel primo scritto l'autore non si limita a descrivere molto efficacemente le tante debolezze che rendono l'uomo infelice, ma indica anche le possibilità per superarle; nel secondo scritto, l'autore indirizza "alcune parole di consolazione a coloro che attendono".











